Per colpa di un Tappeto

Camminavano lentamente, assorti, dubbiosi, il sentiero digradava sotto i loro piedi e loro procedevano fianco a fianco nell’intimità dell’attesa, cessata ogni finzione, ogni esitazione, potevano solo aspettare pazienti che si risolvesse tutto. Ma aspettare quale soluzione? Ormai il fallimento del loro successo aveva inquinato il loro amore e l’intimità dell’attesa era frutto più di una abitudine che di un reale sentimento. E dire che la loro storia d’amore avrebbe potuto reggere un romanzo, uno di quelli che non fanno dormire la notte prima di arrivare all’ultima pagina. La loro storia però, aveva avuto una svolta il giorno dell’anniversario del loro matrimonio. Avevano deciso di fare un viaggio nel magico Oriente. Se lo meritavano sicuramente: il loro inizio non era stato dei migliori. Non aveva fatto in loro difetto l’amore, ma in quanto a bistecche la bilancia pesapersone ne aveva sofferto la mancanza.  Tuttavia era stato un periodo ricco di idee e di fantasia: del tipo due cuori e una capanna; un viaggio di nozze, anche se in ritardo, se lo meritavano certamente. Organizzato il viaggio, trovato il miglior prezzo e stabilito il periodo, prepararono le valigie per quella che era la loro seconda luna di miele. Invero la prima luna di miele non c’era stata, ma considerare questo viaggio una seconda luna di miele ne aumentava il fascino. Il viaggio era passato in un succedersi di panorami inosservati perché quei due giovani sposi non si staccavano gli occhi l’uno dall’altra.

La meta venne loro annunciata dalla guida turistica e ascoltata con lo stupore inconsapevole dei bambini che vengono interrotti nei loro giochi e devono fare finta di entusiasmarsi delle cose dei grandi per fare loro piacere e per evitare quelle stupide frasi: “ma come, siamo qui per voi!”

Il posto raggiunto era esattamente come descritto nella pubblicità, anzi, di più. La prima visita della città era programmata subito dopo la merenda.

La città si presentava antica e piena di storia. Nelle stradine che contenevano il mercato più affascinante e misterioso che si potesse immaginare trovarono i più strani venditori con le più strane mercanzie. Oggetti e profumi che solleticavano tutti i desideri che si potessero immaginare e chiedere. Uno in particolare attirò la loro attenzione, un mercante di tappeti che a suo dire ne possedeva uno che era magico. Naturalmente una tale pubblicità non trovava facile ascolto in due giovani sposi moderni oramai svezzati alle favole, ma la curiosità era così forte che chiesero una prova sul campo delle qualità dell’oggetto in cambio di un sicuro acquisto. La richiesta in un primo momento trovò riluttante il venditore, ma dopo una serie di rassicurazioni sul buon esito dell’acquisto e del prezzo, venne concordata la prova. Il problema che si manifestò durante la prova fu dato da una caratteristica particolare del tappeto in quanto fortemente vanitoso. Per mostrare la propria magia aveva bisogno di essere adulato. Per alzarsi in volo bisognava prodursi in una serie convincente di complimenti per i suoi colori e per la bellezza dei suoi disegni. Non potevano mancare, per un sicuro successo, applausi e battimano a suon di musica. Eseguita la serie di  moine di cui si è detto, finalmente il tappeto si alzò in volo.  Certo non erano evoluzioni da pattuglia acrobatica, niente di più di quello che si vede negli spettacoli di magia dove gli illusionisti bravi fanno lievitare persone e cose con facilità, ma la particolarità del tappeto magico era data dal fatto che potevi arrotolarlo, prenderlo sotto braccio e lanciarlo in aria e dopo un paio di giri, ritornava come un boomerang tra le tue braccia. Insomma, se era difficile credere che al giorno d’oggi esistessero tappeti magici, era altrettanto difficile dimostrarne il trucco, perciò non ci furono altri ostacoli, a quel punto, al tanto atteso acquisto. I due giovani sposi, le loro valigie ed il tappeto magico fecero un normale viaggio di ritorno. I giorni che seguirono furono pieni di progetti, quello che avevano per le mani apriva loro un futuro roseo di successi nel mondo dello spettacolo. Decisero quindi di fare una prova nel circo che in quel momento era presente nella loro città. La contrattazione con il direttore non fu delle più facili sia per la stranezza della proposta, sia perché il tappeto non trovando convincenti le adulazioni fece solo qualche timido sussulto, ma tanto bastò per mettere in cartellone lo spettacolo. La notte prima dell’esibizione non poterono fare a meno di enumerare ricchezze e progetti che di lì a poco sicuramente avrebbero accumulato e scritto nella loro agenda, tanto da non riuscire a prendere sonno. La sera della prima esibizione fu un vero successo, la gente fece ressa ai botteghini per assistere al fenomeno. Certo nessuno di loro credeva veramente alla storia del tappeto volante, ognuno ipotizzava la presenza di un trucco che in quel momento era difficile da scoprire. Comunque, la curiosità ed il fascino del mistero faceva si che tutti applaudissero fino a spellarsi le mani, stando rigorosamente coi nasi all’insù durante le evoluzione del tappeto. Per non parlare dello stupore degli spettatori che di teatro in teatro, direttamente coinvolti, dopo aver arrotolato il tappeto con le loro mani lo lanciavano in aria per poi vederselo ritornare in braccio come un perfetto boomerang. Sera dopo sera, esibizione dopo esibizione, cresceva sempre più il successo del loro spettacolo e con il crescere del successo, anche la vanità del tappeto si manifestava in tutta la sua esuberanza, talmente esuberante, che per fermarlo bisognava bloccarlo per fare posto agli altri numeri in cartellone. Ma come sempre ricordano i proverbi: “tempo e buon tempo non dura tutto il tempo”, perciò bisogna raccontare ora la trasformazione che stava subendo il loro rapporto. Gli impegni del successo non celebravano gli stessi risultati nel loro rapporto. A forza di adulare per ragioni di scena il loro tappeto, non trovavano parole sincere per far volare il loro amore. Fino a quel momento la fortuna, come da manuale, era stata ceca, ora era il turno della sfiga che sembra vanti una buona vista. Gli anni erano corsi in fretta e il successo raggiunto con la novità, in un mondo dallo stupore a scadenza programmata, si era ridotto sempre più, restringendo l’offerta ai pochi teatri di periferia. Sera dopo sera il loro spettacolo registrava sempre meno presenze e con il diminuire degli applausi anche le giravolte del tappeto si ridussero a penosi sussulti, tanto da convincere l’impresario a cancellare l’esibizione per il resto della stagione. Tutta la magia di un volo si era ridotta ad una caduta rovinosa. Improvvisamente si erano accorti che non erano più i ragazzi di un tempo con pochi soldi ma con tanti sogni. Ora avevano i capelli bianchi e la faccia stanca, avevano vissuto una vita sotto i riflettori ma non si guardavano più come prima perché la luce nei loro occhi si era spenta. Nel vivere il successo fatto di apparenza, avevano dimenticato che il vero successo è quello fatto di condivisione, fatto di tutte le strade percorse insieme, di tutti i sogni vissuti camminando mano nella mano nei giorni del mondo, fatto di persone incontrate e scelte perché di questo si nutre la vita, fatta di relazione e non di spettacoli. Ora c’era quella passeggiata, un barlume di speranza in una nuova attesa, perché ritornasse in loro la voglia di raccontarsi dei sogni, di viverne uno in due e scoprire che la parola insieme é Il più bel regalo che la vita ci riserva, per scoprire che i riflettori illuminano una scena finta, ma le scene vere vivono della luce del sole. Per colpa di un tappeto avevano perso un pezzo di strada insieme, per merito di un tappeto stavano percorrendo un sentiero fianco a fianco nell’intimità dell’attesa di scoprire di essere ancora capaci di vivere come un’isola sconosciuta, capace di ricoprirsi di verdi alberi e prati colorati.